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	<title>Quel che resta di Alli</title>
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	<description>parlami forte, ho le cuffie e non ti sento</description>
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		<title>#137, 8 dicembre.</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 13:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stamattina mi sono alzata presto per cucinare a mia sorella, era tantissimo tempo che non lo facevo. Impasti la pizza, un’ora la lasci riposare, poi la stendi, la lasci un’altra ora a riposare. Nel frattempo ho pulito e riordinato e lei ripeteva il suo esame di anatomia patologica, in vista dell’esame di mercoledì prossimo. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Stamattina mi sono alzata presto per cucinare a mia sorella, era tantissimo tempo che non lo facevo. Impasti la pizza, un’ora la lasci riposare, poi la stendi, la lasci un’altra ora a riposare. Nel frattempo ho pulito e riordinato e lei ripeteva il suo esame di anatomia patologica, in vista dell’esame di mercoledì prossimo. Un normale giorno in cui non sono andata al lavoro. Normale appunto. Quanto è figa la normalità certi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho scostato la tenda e c&#8217;è il sole. No nebbia no grigio di ieri. Ieri è stata la giornata più grigia dell’anno. Sono andata in ufficio e per la strada non c’era nessuno. Ho ascoltato tutto il giorno i Joy division ed erano l’unica colonna sonora possibile. Ma oggi va un po&#8217; meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">La mia vicina di banco mi inseguiva nel corridoio con i tilaka rossi delle donne indiane in versione adesivo, li aveva presi alla bolgia dell’artigianato. il giorno prima. Diceva che al liceo girava sempre con quello sulla fronte. Non ha saputo spiegarmi perché ma ha detto che dovevo provare ad appiccicarmelo e il karma mi avrebbe aiutato. Le ho detto di no talmente tante volte di fila che alla fine ha rinunciato, ma me ne ha lasciato una confezione nuova accanto alla tastiera. Nel caso ci ripensassi, ha detto.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi  ha chiamata mia madre, prima. Mi stava raccontando delle telefonate alle sue amiche che si lascia per la domenica. Ha detto che ha chiamato la mia madrina (l’unica vera hippie mai conosciuta) e ha detto che erano due settimane che pisciava sangue. Così ha prenotato una tac, ma nel frattempo era più preoccupata che Tobia (uno dei suoi quattro  cani randagi) zoppicava. Se la smettesse di inseguire quei gatti ha detto. Poi  le ha detto di salutarmi, e che come ogni anno per Natale mi avrebbe regalato un sacco di sacchettini di lavanda secca per profumare i cassetti. Le manderò un sms penso.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi pomeriggio guardo il secondo capitolo di Larsson e poi vado in giro con lei. Sto disimparando a mettere i tacchi, tutto ritorna e io sono di nuovo al punto in cui non capisco quale stile mi stia meglio. Se il tempo rimane così ci metterò impegno nel vestirmi, ma lo farò solo per lei.</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio andare a sentire i Club Dogo.</p>
<p style="text-align: justify;">Temo che il mio ex mi abbia bloccata su Fb, senza che io in realtà l’abbia mai contattato. Se lo cerco da connessa non mi compare. Se lo cerco da sconnessa sì. Mi ha bloccata giusto? Chiedo a voi perché io non lo so. Ma non ne frega un granché, era più che altro per sapere. “Soffro molto a sapere che non sei morto”. E’ incredibile quanta marea di informazioni mi lascino indifferente. Faccio ah e basta. Questa è una di quelle.</p>
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		<title>#136, non è mai troppo tardi per capire qual è il proprio genere musicale.</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 17:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alli</dc:creator>
				<category><![CDATA[dal parterre allo stage]]></category>

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		<description><![CDATA[Piove sempre e solo nella striscia di fango che va da Linate al Magnolia e dal Magnolia a Linate, piove sempre e solo quando ci sono i concerti che si aspettano un po’ di più (anche se la sera di un concerto stesso aspettiamo già quello successivo), piove ma le all star resistono, non ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Piove sempre e solo nella striscia di fango che va da Linate al Magnolia e dal Magnolia a Linate, piove sempre e solo quando ci sono i concerti che si aspettano un po’ di più (anche se la sera di un concerto stesso aspettiamo già quello successivo), piove ma le all star resistono, non ci abbandonano, non mi abbandonano, non mi abbandonare qui che non c&#8217;è neanche un lampione acceso.</p>
<p style="text-align: justify;">I miei timpani sono resistenti. Ma io voglio più rumore, più rumore, più rumore. Con gli A place on bury strangers mi ci sono seppellita un po’ anche io, che stavo nell’angolo e non sentivo nessun altro intorno a me (e ti ero a meno di un metro di distanza, cazzo, non potevi parlarmi eh, no, maffigurati, era il momento perfetto per parlarmi, non avrei capito un cazzo perché il rumore avrebbe coperto tutto, e magari sarei andata a dormire contenta pensando che mi avessi detto chissà che) o forse non c’era davvero nessuno che suonasse, c’era solo tantissima nebbia artificiale dolciastra che impediva addirittura di vedere chi c’era sul palco, era solo un disco, forse. Non so che faccia abbiano gli A place, so che siamo dovute scappare prima che finissero e non mi sono neppure voltata indietro.</p>
<p style="text-align: justify;">Le parole che dici sono sempre circa a 126 bpm, le mie stanno sugli 80, e ogni tanto andiamo fuori tempo insieme. Poi aspettiamo la fine della battuta e riprendiamo alla velocità corretta e corrente.</p>
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		<title>#135, data ignota luogo sconosciuto.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 14:07:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alli</dc:creator>
				<category><![CDATA[lessico familiare]]></category>

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		<description><![CDATA[Io non riesco mai a chiudere con le persone, non lo so, non ci riesco mai, non ho la funzione abilitata. Per me rimangono sempre tutte cartelle in ordine alfabetico, come nei cassetti delle scrivanie dell’Fbi dei film americani, con le lettere che separano una cartella dall&#8217;altra. Alcune lettere si stanno affollando. Non parlo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Io non riesco mai a chiudere con le persone, non lo so, non ci riesco mai, non ho la funzione abilitata. Per me rimangono sempre tutte cartelle in ordine alfabetico, come nei cassetti delle scrivanie dell’Fbi dei film americani, con le lettere che separano una cartella dall&#8217;altra. Alcune lettere si stanno affollando. Non parlo di me, parlo di altre persone storie cose che ho letto e io non so mai commentare con niente di vagamente utile. Mi sento di merda per non riuscire a parlare seriamente e abuso di faccine di gmail e icone di msn e smile negli sms con il t9 che conosce la metà del vocabolario che conta, ma mi aiuta. Forse dovrei mettere il “non so” nelle risposte automatiche, vicino al ti amo che non ho mai usato, vicino all’arrivo in ritardo visto che io sono sempre puntuale. Puntuale dovrebbe essere un complimento. E infatti il Genio lo suggerisce a Aladdin. Dille che è puntuale! Ma Jasmine sembra contrariata. Forse è l’ultimo cartone animato Disney che siamo andati a vedere tutti e quattro prima che cominciassero le rivoluzioni. Ventimiglia- Milano andata e ritorno in un fine settimana, qualsiasi posto sarebbe andato bene tranne che la casa al mare con il terrazzo gigante e il vento che soffia sempre forte sull&#8217;angolo. E io che non riesco a dormire perché le tapparelle cigolano troppo, fanno uuh uuh come nei fumetti. Il vento è il mio incubo. E poi mi chiedono perché amo Milano. Perché a Milano vento non ce n’è quasi mai.</p>
<p style="text-align: justify;">Faccio sempre la terza incomoda. Dico ehi ma ci sono anche io. Ma tanto voi vi impiantate a parlare della solita cosa che colpisce il 20 per cento della popolazione italiana in particolare le donne e io per fermare il flusso di discorso serio enciclopedico vi interrompo con un “ah sapete che ieri sera ho visto uno famoso che vomitava in un angolo?&#8221;, tanto non è vero, tanto non mi ascoltate.<br />
Mi guardate entrambi dall&#8217;alto e tornate a parlare delle vostre cose, non sapendo  quanto questo mi renda triste. Quanto. Cè (come ti chiama la mamma) penso sempre di scriverti, ci provo un sacco di volte all’anno ma poi finisco per piangere, e sì, dimmi ancora cosa piangi così poi davvero annego come Alice, tanto piango dalla prima elementare. Fanculo al prossimo che mi dice che ho un’aria tranquilla, non mi sento tranquilla, mi sento compressa e schiacciata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho perso ogni nozione musicale, non ricordo nemmeno più il titolo della canzone che sto ascoltando. Itunes dice che è dei Depeche, ma non ricordo di averla mai sentita.</p>
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		<title>#134, i capelli di Juliette Lewis.</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 16:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alli</dc:creator>
				<category><![CDATA[certe amicizie]]></category>
		<category><![CDATA[dal parterre allo stage]]></category>
		<category><![CDATA[musica in vena]]></category>

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		<description><![CDATA[“Oddio dove quando? Ho già pronte le piume&#8221;, era la prima parte di un sms del 22 luglio.
Ginocchiere, calze viola, hot pants di pailettes, giacca con le piume, troppe cose tutte insieme per un essere umano normale ma non per lei, per la nostra Juliette Lewis, che suona un’ora e qualcosa e sembra che suoni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Oddio dove quando? Ho già pronte le piume&#8221;, era la prima parte di un sms del 22 luglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ginocchiere, calze viola, hot pants di pailettes, giacca con le piume, troppe cose tutte insieme per un essere umano normale ma non per lei, per la nostra Juliette Lewis, che suona un’ora e qualcosa e sembra che suoni da molto di più. Suona da tutti i mesi infatti che abbiamo deciso che saremmo state le principali invitate della sua festa. Io te e il tipo alto con il codino così brutto che decide di pogarmi sul piede, io te e il tipo dietro di me che per tutto il tempo mi dice nell&#8217;orecchio &#8220;ti voglio leccare&#8221; lasciandomi il dubbio se stia dicendo a me o a Juliette,  io te il tuo vestito bianco e i miei calzettoni, io te insomma, io te e il tipo di Rocktv che ci insegue.</p>
<p style="text-align: justify;">Io da grande voglio essere come Juliette Lewis. Vorrei soprattutto avere una bassista nipponica, visto che sembra tanto di moda (facciamo insieme l&#8217;elenco delle band che ce l&#8217;hanno), poter ammiccare al chitarrista alla mia destra, e dire al pubblico di urlare &#8220;oh&#8221; sicura che loro urleranno &#8220;oh&#8221;. Sarebbe bello funzionasse anche nella vita vera. L&#8217;avere sempre risposta certa, dico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concerto finisce in fretta perché i Magazzini alle 11 hanno da programmare la house e ciao a tutti, come il capodanno di Fantozzi. Lei urla al microfono improvvisamente timida &#8220;guys, see you in 2010&#8243;. Mandaci un pvt Juliette e noi verremo, puoi contarci.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Promettiamoci che quando saremo in 4 ci vorremo ancora bene così&#8221;, dicevi nello stesso sms. C&#8217;è da dire che le cose che mi ricordo sempre di più dei concerti sono il pre e il dopo, i commenti dopo mentre camminiamo a passo velocissimo pure sui tacchi – il nostro passo di marcia elevata – , a qualche fermata di tram sconosciuta, visto che siamo volenti o nolenti le ragazze immagine del radiobus. Non lo faccio apposta ad addormentarmi prima di te, a lamentarmi sempre dei miei stessi limiti. Mi gira la testa se penso a tutte le cose che abbiamo fatto insieme e tutte quelle ancora da fare.</p>
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		<title>#133, a/r.</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 16:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alli</dc:creator>
				<category><![CDATA[dal parterre allo stage]]></category>

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		<description><![CDATA[Avrei voluto fare un post pastone di tutte le cose che ho pensato da quando ho smesso di scrivere, cioè fino a oggi. Perché io ho smesso di scrivere, di scrivere davvero dico, infatti la mia tastiera è arrugginita i tasti si schiacciano male e  dissemino di refusi ogni chattata e ogni mail e mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Avrei voluto fare un post pastone di tutte le cose che ho pensato da quando ho smesso di scrivere, cioè fino a oggi. Perché io ho smesso di scrivere, di scrivere davvero dico, infatti la mia tastiera è arrugginita i tasti si schiacciano male e  dissemino di refusi ogni chattata e ogni mail e mi si consuma la punta delle unghie del colore di smalto perfetto che ho addosso. Ho sempre quello adesso. Lo tolgo lo metto e le mie mani sembrano più bianche ed è verdone scurissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ascolto sempre sempre lo stesso disco. Lo dico a tutti. Non mi preoccupo di rischiare di diventare noiosa,  il vero motivo per cui lo ascolto è che non mi ricorda nessuno se non l’esecuzione live del disco stesso. Ed è come quando ho trovato quegli sfigati di Oxford. Non c&#8217;era nessun intruso tra un accordo e l&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono indietro con le recensioni dei concerti, non faccio i compiti, mi passa sopra un’adolescenza intera in una settimana e non è un bell’effetto, visto che ogni adolescenza coincide con la guerra e anche la mia non ne è stata risparmiata e torno a casa dopo il concerto dei Green Day e degli Skunk Anansie con l&#8217;ansia da &#8220;oddio sono già le undici mia madre si incazza&#8221;.<br />
Mi sono ricordata così della volta in cui ho tinto i capelli alle 7 del mattino, della porta chiusa male, dei vocabolari inutili e delle milioni di volte in cui ho pensato nessuno mi capisce odio tutti, ma odiavo tutti davvero.</p>
<p style="text-align: justify;">Da che parte stai guardando? Non lo capisco mai.</p>
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		<title>#132, i miei tacchi fanno un rumore strano.</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 09:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alli</dc:creator>
				<category><![CDATA[dis-avventure]]></category>

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		<description><![CDATA[I timbrini sulle mie mani si affollano e non si scoloriscono mai abbastanza, cosicché diventa tutto una grossa macchia di inchiostro senza bordi né idea. Forse potrei tentare di entrare in ogni locale di Milano e nessuno potrebbe dire “beh in effetti non è il nostro timbrino”. Quanti pensieri intelligenti mentre aspetto il tram all’una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I timbrini sulle mie mani si affollano e non si scoloriscono mai abbastanza, cosicché diventa tutto una grossa macchia di inchiostro senza bordi né idea. Forse potrei tentare di entrare in ogni locale di Milano e nessuno potrebbe dire “beh in effetti non è il nostro timbrino”. Quanti pensieri intelligenti mentre aspetto il tram all’una meno a quarto di un giorno qualsiasi della settimana a sentire un gruppo di cui poi si finisce sempre per sentire solo due canzoni e per il resto del tempo si parla di altro, urlando neanche il nostro dialogo fosse un pezzo hardcore. Rispondete a questo cazzo di telefono che continua a suonare, che mi impedisce di riprendere sonno, ma forse il telefono non c’è ed è solo nella mia testa, come un sacco di altri blabla e come le mie obbligatorie due ore di insonnia. Mi sono fatta male a un piede ma non so come sia successo.<br />
Sotto il mio ufficio tagliano tutto ciò che è tagliabile agli alberi e poi passano con camioncini a raccogliere gli avanzi. Ciò vorrà dire che quando mi affaccerò per fumare la sigaretta delle quattordici potrò rivedere tanti piccoli buffi omini che qui dal sesto piano sembrano tutti tascabili e meno minacciosi di quanto siano gli uomini in generale (vorrei delle lenti che me li facessero vedere sempre così) li osserverò correre verso il tram e mancare i gradini per poco. Ah, dai, allora non succede solo a me di sembrare così goffa.<br />
Il biondo del piano di sotto attacca bottone in ascensore come al solito, non abbasso il volume della mia musica per sentire quali delle cinque battute che dispone sta recitando stamattina, poi mi chiede &#8220;tu hai l&#8217;aria di una che vive con la musica in testa sempre&#8221;, mi scosto il ciuffo dagli occhi e dico eh già e sorrido. Il biondo penserà che sto sorridendo per lui e invece è per il testo di quello che sto ascoltando.</p>
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		<title>#131, semplice esercizio di associazione di idee.</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 17:17:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[sul lettino]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima stavo ripassando il greatest hits degli Smashing e mi è venuto in mente un ragazzo più grande per cui avevo una cotta al liceo, che mi aveva fatto una cassetta e l’aveva intitolata “canzoni belle come te”. Mi spiace averla persa perché sicuramente apprezzerei quella cassetta molto di più oggi, di sicuro scoprirei che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Prima stavo ripassando il greatest hits degli Smashing e mi è venuto in mente un ragazzo più grande per cui avevo una cotta al liceo, che mi aveva fatto una cassetta e l’aveva intitolata “canzoni belle come te”. Mi spiace averla persa perché sicuramente apprezzerei quella cassetta molto di più oggi, di sicuro scoprirei che era un’ottima lasciata, lo cercherei su Fb se solo mi ricordassi il cognome. Chissà in quale scatolone malsano è finita, non ricordo l’esatta playlist, se non la traccia iniziale, che era dei Siouxie and the Banshees e quella conclusiva, che era Tonight Tonight degli Smashing, appunto. Questo mi ha fatto ricordare di una volta in cui sono andata a sentire un tipo che cantava 1979 meglio di Billy e aveva una chitarra con alcune foglie adesive appiccicate sopra e sembrava che guardasse davvero me mentre la cantava. Ciò mi ha ricordato il verso dei Tre Allegri “era bello cadere d’autunno come le foglie sopra le foglie”, ma l’autunno è già finito e mia mamma mi ha inviato cinque dico cinque chili di castagne. Le castagne invece mi hanno ricordato il mio papà, perché io e lui nei sabati pomeriggio freddi freddi dividiamo sempre un cartoccio di caldarroste ed è arrivato di nuovo il periodo buono per farlo, fosse per lui le comprerebbe pure d’agosto, sempre con un bicchiere di porto, a cui rubare l&#8217;ultimo sorso come quando avevo dieci anni ed ero ancora la sua figlia preferita. Il gin invece mi fa venire mal di testa, c&#8217;ho messo 26 anni per capirlo, e infatti adesso scelgo la vodka+quellochevolete a seconda del posto preferito in cui sono, ah sì, ho un sacco di posti nuovi preferiti disseminati qua e là sulla cartina e cose nuove preferite in generale già fatte da rifare e altre non ancora fatte da fare, ma in lista. Nel frattempo provo a riscrivere dopo un tempo che mi sembra un anno, e ascolto <a href="http://www.youtube.com/watch?v=aT5USE1s8J8">questa</a>, che è appunto tranquilla, come mi sento io adesso.</p>
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		<title>#130, cose che ho fatto mentre sono stata via ma non so dove sono stata.</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 12:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alli</dc:creator>
				<category><![CDATA[sul lettino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il post-it “tacchi degli stivali!” è sempre sullo stipite della porta d’ingresso, è lì da un mese, e adesso che mi servono non posso metterli perché è ovvio che non sono una ragazza previdente, non in tutto, ma almeno nello scegliere la tariffa telefonica di casa sì, visto che pago solo lo scatto alla risposta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il post-it “tacchi degli stivali!” è sempre sullo stipite della porta d’ingresso, è lì da un mese, e adesso che mi servono non posso metterli perché è ovvio che non sono una ragazza previdente, non in tutto, ma almeno nello scegliere la tariffa telefonica di casa sì, visto che pago solo lo scatto alla risposta. Non riesco neppure a immaginare quale sfacelo ci sarebbe stato nella mia adolescenza se tali tariffe fossero già state disponibili, visto che io e primoamore abitavamo in due città diverse – ben 10 minuti di motorino! – mia mamma urlava suo padre urlava per le ore di telefono, perché non credevano che lui davvero mi aiutasse a fare la versione di greco, eppure era vero. A parte questo le tariffe senza tempo servono per rendere più vicine  Milano-nord-Milano-sud, o dire alla mamma che la marmellata di limoni che abbiamo fatto insieme quest&#8217;estate è davvero la più buona.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho comprato un paio di jeans in pausa pranzo, avevo fretta e li ho presi di una taglia di meno, perché mi sono convinta che sembrerò più magra. Blu cianotico ma più magra. E un’amica mi ha regalato una minigonna grigia leopardata che  non riuscirò a mettere mai se prima non avrò fatto ritaccare gli stivali di qui sopra, vaffanculo timidezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Siccome ognuno ha un incubo ricorrente, il mio è sempre quello in cui un estraneo entra in casa mentre sto dormendo, lo faccio sempre verso le 4, urlo e sveglio mia sorella, che non si addormenta più e la ritrovo in cucina a leggere un vecchio libro di mio padre sulle parole del primo colloquio. Alla prima pagina c’è il suo nome e cognome scritto con la stilografica che ben conosco e la data “giugno ‘86”, che poi è casualmente il periodo in cui è nata lei. Credo nelle coincidenze più che nell’oroscopo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il random dell’ipod mi tira pugni fortissimi ma comunque mi ostino sempre a partire dalla lettera P, come…? No, ma cosa hai capito. P come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Wq4tyDRhU_4">Papillon</a>.</p>
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		<title>#129, col repeat.</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 09:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Death And All His Friends
so come over just be patient and don’t worry
so come over just be patient and don’t worry
and don&#8217;t worry…
Coldplay – Leftrightleftright – scaricabile da qui
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.allitterata.it/wp-content/uploads/2009/10/09-Death-And-All-His-Friends1.mp3">Death And All His Friends</a></p>
<p>so come over just be patient and don’t worry<br />
so come over just be patient and don’t worry<br />
and don&#8217;t worry…</p>
<p>Coldplay – Leftrightleftright – scaricabile da <a href="http://coldplay.com/lrlrl/lr.html">qui</a></p>
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		<title>#128, ora posso dire che la mia estate è finita.</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 15:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Amelie ama andare al cinema e girarsi a guardare le facce degli spettatori intorno. Io faccio lo stesso quando mi trovo al centro (anzi, no, il mio lato parterre è a davanti a destra) di una folla sotto al palco. Sembrano tutti belli, tutti felici, tutti emozionati. Bisognerebbe essere sempre fissi in quel momento lì, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Amelie ama andare al cinema e girarsi a guardare le facce degli spettatori intorno. Io faccio lo stesso quando mi trovo al centro (anzi, no, il mio lato parterre è a davanti a destra) di una folla sotto al palco. Sembrano tutti belli, tutti felici, tutti emozionati. Bisognerebbe essere sempre fissi in quel momento lì, tenere quel mix tra adrenalina e attesa, che è lo stesso da primo appuntamento, quel sorriso lì, vorrei sempre avere quel sorriso lì, ho tenuto stretto quel desiderio fino a due giorni fa. La cosa strana è che non sono riuscita a lavarlo via insieme al mascara inutile, è rimasto lì, il mio sorriso del cazzo. Non so davvero perché, quando dico che niente più &#8220;io vicino a te tu vicino a me&#8221; qualcuno mi risponde &#8220;ma vaaaa, mica hai mica la faccia di una che è stata scaricata&#8221;. Quindi adesso pesto i tacchi e rivendico il diritto di avere la faccia da maschera di cera sciolta, e non questo irritante sorriso, visto che mi sento il contrario di così. Una volta avrei saputo sfoggiare la faccia del &#8220;statemi lontano&#8221;, ora non mi riconosco. La cosa peggiore è che il sorriso che ho me l&#8217;hai portato tu.</p>
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